Cloud: cosa devi sapere per navigare tra le nuvole digitali

Bilanciare consumi e prestazioni: con oggi diamo il via a una serie di contributi a cura di NECSTLab su questa tecnologia pervasiva e complessa

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione delle infrastrutture nel cloud: i servizi di cloud storage, di video streaming, di videoconferenze, piattaforme social, app di messaggistica istantanea o di telelavoro sono tutti applicativi con cui ogni persona ha quotidianamente a che fare. Quello a cui si sta assistendo oggi è un’accelerazione nell’utilizzo di queste nuove tecnologie: giorno dopo giorno queste diventano sempre più presenti nella quotidianità e di fatto sono ormai parte quasi indispensabile della nostra vita. In questo momento storico segnato da una pandemia è spontaneo sottolineare come alcuni servizi digitali ci stiano supportando nello svolgimento di attività lavorative o nel mantenere i contatti con persone care in un momento in cui siamo costretti a limitare le interazioni reali.

Questa evoluzione tecnologica sta indubbiamente portando numerosi vantaggi e ci sta presentando nuove opportunità. La tecnologia sembra averci dato la possibilità di avere quello che vogliamo, dove vogliamo e quando vogliamo. Purtroppo però da questo progresso non nascono solo vantaggi: per gli utenti fruitori dei servizi i dati sono archiviati “nel cloud”, ma cosa significa? Cosa c’è dietro l’applicazione che ogni utente vede nel suo telefonino?

Dietro ogni servizio ci sono numerosi server collocati in grandi datacenter i quali collaborano in maniera dipendente e sincronizzata per rendere disponibile e fruibile un’applicazione. Nel mettere online un servizio nascono due problemi: da un lato bisogna garantire determinate prestazioni, fare sì che la piattaforma in questione sia abbastanza veloce in quanto una query su un motore di ricerca non può impiegare più di un certo numero di millisecondi o un’app di video streaming deve poter presentare il contenuto in tempo reale, dall’altro invece ogni fornitore di servizi è interessato a minimizzare i costi e di conseguenza anche i consumi energetici.

Una ricerca di una decina di anni fa condotta da Google sul suo motore di ricerca indicava che un peggioramento del tempo di risposta delle query porterebbe a un decremento del numero di ricerche effettuate dagli utenti, diminuzione che non si annullerebbe con un successivo ripristino della normale velocità. Al giorno d’oggi si stima che nel 2030 l’8% del consumo di energia elettrica mondiale sarà direttamente collegato all’operatività dei datacenter, motivo per cui ottimizzare i consumi di queste strutture e allo stesso tempo soddisfare le richieste degli utenti si presenta come una sfida interessante.

Al NECSTLab, per provare a dare risposta a questa problematica, stiamo lavorando allo sviluppo di sistemi in grado di bilanciare questi due fattori. Il focus del nostro lavoro è dunque quello di minimizzare il consumo di potenza di cluster di macchine e allo stesso tempo garantire un certo livello di prestazioni. In particolare abbiamo scelto di operare su architetture a microservizi: in un sistema di questo tipo l’applicazione è composta da tante piccole parti che comunicano tra di loro in maniera parallela e dipendente. Per ogni micro servizio possiamo andare a trovare il giusto trade-off tra consumo di potenza e prestazioni, per poi combinare queste valutazioni e diminuire i consumi complessivi del cluster di server in questione.

Sicuramente il campo dei servizi cloud è in forte crescita e in costante evoluzione e sta diventando sempre più chiaro quanto sia necessario ottimizzare al meglio questi servizi. Dal punto di vista della ricerca è una sfida interessante, soprattutto per l’impatto che progressi in questo ambito possono avere a livello mondiale, in un mondo in cui sta diventando una necessità rendere la presenza umana meno dannosa possibile per l’ambiente.


Manageritalia collabora con NECSTLab per far conoscere questa Silicon Valley italiana e avere dalla loro voce un polso su quell’innovazione che partendo dall’Università impatta, e deve farlo sempre di più, sulla crescita della nostra economia, sul nostro lavoro e sulla vita di tutti i giorni. Un viaggio che dobbiamo fare tutti insieme. Stay tuned!


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