Emirati Arabi Uniti: ambiziosa politica ambientale e sviluppo sostenibile

Dal 4 al 6 ottobre 2016, presso il Convention and Exhibition Centre di Dubai, la prima edizione del Dubai Solar Show, evento che nel suo genere sarà il più grande della regione

La rapida crescita dell’industria delle energie rinnovabili ha spinto le autorità dell’Emirato di Dubai a organizzare dal 4 al 6 ottobre 2016, presso il Convention and Exhibition Centre di Dubai, in concomitanza con la fiera Acqua, Energia, Tecnologia e Ambiente (WETEX), la prima edizione del Dubai Solar Show, evento che nel suo genere sarà il più grande della regione.

Oltre alle altre forme di energia rinnovabile, si metterà in evidenza le ultime innovazioni nel campo dell’energia solare attraverso una piattaforma unica che favorisca i rapporti di cooperazione tra il settore pubblico e privato per lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate.

 

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati uno dei primi paesi a promuovere iniziative nel campo delle energie rinnovabili grazie alla visione inspirata dei suoi leader. Nel gennaio 2012 lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti (EAU) e governatore di Dubai, con il motto “a Green Economy for Sustainable Development” promulgò un’iniziativa progettuale a lungo termine per la costruzione di un’economia ambientale e sostenibile.

A tale disegno su scala nazionale va aggiunto il Piano Dubai 2021, nonché la visione strategica “Dubai Clean Energy” che si propone di raggiungere importanti traguardi ambientali e di sostenibilità da qui al 2050 fornendo con energia pulita il 75% del fabbisogno energetico nazionale.

 

Relativamente all’iniziativa Green Economy, patrocinata anche dal presidente degli EAU, lo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, il governo mira ad assumere, a livello mondiale, un ruolo leader in tale settore industriale. Tale progetto ambisce a che il paese diventi, in un contesto di economia verde, un hub globale, nonché esempio di successo, al fine di migliorarne la competitività e lo sviluppo sostenibile con il traguardo ultimo di preservare l’ambiente per le generazioni future.

Per mantenere un ambiente sostenibile e rinforzare la crescita economica a lungo termine, l’iniziativa prevede la realizzazione di una serie di programmi e linee guida in materia di energia, agricoltura, investimenti e trasporto sostenibile, oltre all’emanazione di nuove politiche ambientali e per l’edilizia volte a migliorare la qualità della vita nel paese.

 

La proposta Green Economy si basa su sei principali aree d’azione supportate da un importante numero di interventi legislativi, politici, programmatici e progettuali.

Il primo campo a sostegno dell’energia verde è costituito da un gruppo di programmi e politiche volti a promuovere la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili e tecnologie ad esse correlate che incoraggi la produzione di energia tramite combustibile pulito. Nel settore pubblico e privato sono anche promossi quei lavori per lo sviluppo di elevati standard qualitativi-quantitativi e il miglioramento dell’efficienza dei consumi energetici.

Il secondo ambito include le politiche del governo a sostegno degli investimenti nella Green Economy con l’obiettivo di facilitare la produzione, l’importazione, l’esportazione e la riesportazione di prodotti e tecnologie verdi, nonché creare nuove opportunità di lavoro per i cittadini e formare in tale campo i quadri direttivi nazionali.

Il terzo ramo dell’iniziativa si identifica nella “Green City”. Tale area prevede un insieme di politiche urbanistiche volte a preservare l’ambiente tramite l’efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici. In esso sono anche ricompresi quei progetti diretti a promuovere sia il trasporto ecologico sia quello sostenibile. Queste risoluzioni si aggiungono ai quei programmi concepiti per purificare l’aria nelle città degli Emirati fornendo un ambiente sano per tutti.

Il quarto campo di intervento prevede l’utilizzo di quelle risorse necessarie ad affrontare gli effetti sul territorio generati del cambiamento climatico con l’impiego di politiche e programmi per la riduzione delle emissioni di monossido di carbonio provenienti da siti industriali e commerciali. Sarà anche promossa l’agricoltura biologica attraverso una serie di incentivi a livello federale e locale. In tale area sono anche ricomprese quelle proposte a salvaguardia della biodiversità e a tutela dell’equilibrio ecologico, della fauna selvatica e dell’ambiente marino del Paese.

Il quinto ambito dell’iniziativa Green Economy è stato denominato “Green Life”; ad esso sono associate tutta una serie di politiche e programmi volti a razionalizzare l’utilizzo delle risorse idriche, dell’energia elettrica e naturale, così come l’impiego di risorse per lo sviluppo di progetti per lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti generati in ambito commerciale o privato. In tale contesto saranno anche promosse varie iniziative di sensibilizzazione e di educazione ambientale.

Il campo sesto considera lo sviluppo e la promozione di una tecnologia verde nella cui prima fase di attuazione prevede la cattura del monossido di carbonio e la conversione dei rifiuti in energia.

Tale “Green Economy Initiative”, e il suo conseguente impatto su scala nazionale, si integra perfettamente
con il Dubai Plan 2021.

La visione del piano descrive il futuro di Dubai attraverso prospettive olistiche e complementari incentrate sui propri abitanti e sulla società, da sempre considerati alla base dello sviluppo della città.
Questo contesto delinea le prerogative richieste ai residenti di Dubai e necessarie al raggiungimento degli obiettivi di crescita della città in tutti i settori, prendendo anche in esame il miglioramento della società indispensabile a sostenere e responsabilizzare i propri individui al raggiungimento dei traguardi stabiliti.
 Il piano, orientato all’ambiente urbano nel suo insieme, ivi comprese sia le proprietà naturali sia il costruito, guarda all’esperienza vissuta dai residenti e visitatori di Dubai come risultato della loro interazione con questo ambiente e dei suoi servizi economici e sociali. Inoltre, il piano si concentra anche sull’economia come motore di sviluppo della città e suo combustibile per alimentare il piano di marcia prestabilito.
Infine, il piano rinforza il governo quale guardiano dello sviluppo della città in tutti gli aspetti. Tali propositi sono stati suddivisi in sei temi, ognuno dei quali mette in evidenza un gruppo di obiettivi strategici per lo sviluppo della città formando così la visione di Dubai per 2021.

I temi delineati sono:

• “The People”: Una Città di persone felici, creative e responsabilizzate.

• “The Society”: Una Società inclusiva e coesa.

• “The Experience”: Dubai come il luogo preferito in cui vivere, lavorare e visitare.

• “The Place”: Una Città intelligente e sostenibile.

• “The Economy”: Dubai come hub centrale nell’economia globale.

• “The Government”: Un Governo precursore ed eccellente.

Parallelamente all’approccio Green Energy di lungo termine, sempre grazie all’ impulso dello Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, è stato promosso il manifesto “Dubai Clean Energy Strategy 2050” con l’obiettivo di rendere Dubai un centro globale di energia pulita e economia sostenibile.

In questo caso la strategia sostenuta dalla leadership dell’emirato si fonda su cinque pilastri essenziali: le infrastrutture, la normativa, il finanziamento, lo sviluppo di capacità e competenze, la creazione di un mix di fonti energetiche ecosostenibili.

Le infrastrutture

Tale pilastro comprende grandi progetti come l’imponente Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park, che ha l’ambizione di diventare il più grande generatore mondiale di energia solare prodotta da un singolo impianto, con l’obiettivo di erogare 5.000 MW entro il 2030 grazie a un investimento totale pari a 50 miliardi di AED (circa 12 miliardi di EURO).

La prima fase di questo progetto opera già dal 2013, producendo 13 MW. La seconda fase inizierà a produrre energia nel mese di aprile 2017 raggiungendo una capacità di 200 MW, la terza invece comincerà le operazioni nel 2020, arrivando a produrre 800 MW, mentre, per le fasi restanti, le attività inizieranno nel 2030 raggiungendo la sopramenzionata capacità di 5000 MW, che si stima rappresenti il 25% della futura produzione totale di energia dell’Emirato di Dubai.
Lo sviluppo delle infrastrutture include anche la realizzazione di un centro di innovazione globale e di un centro per la ricerca e lo sviluppo.

Il centro di innovazione propone un insieme di centri di ricerca e sviluppo avanzati, specializzati in nuove tecnologie per l’energia pulita quali un centro sperimentale per la tecnologia solare, un centro di ricerca droni, un centro per tecnologia di stampa 3D, nonché un centro sperimentale per la dissalazione delle acque tramite lo sfruttamento dell’energia solare. 500 milioni di AED (circa 120 milioni di EURO) saranno investiti in ricerca e sviluppo in settori quali l’integrazione di reti intelligenti, l’efficienza energetica e la produzione di energia elettrica da energia solare.

Il pilastro infrastruttura comprende anche la creazione di una nuova zona franca sotto il nome di Dubai Green Zone dedicata ad attrarre centri di ricerca e sviluppo e aziende/startup emergenti nel campo della Green Energy.

La normativa

La seconda colonna si basa sulla creazione bifase di una struttura legislativa a sostegno delle politiche di energia pulita. La prima fase sarà attuata attraverso l’iniziativa “Shams Dubai” con lo scopo di incoraggiare i proprietari di immobili a impiantare pannelli solari sui tetti dei loro edifici e il loro collegamento alla principale rete di distribuzione urbana quella gestita dalla Dubai Electricity and Water Authority (DEWA). La seconda fase prevede il coordinamento con la municipalità di Dubai al fine di emanare una serie di decisioni per l’integrazione di tecnologie volte alla razionalizzazione dei consumi e alla produzione di energia con l’obbligo di installare pannelli solari sui tetti di tutti gli edifici di Dubai entro il 2030.

Il finanziamento

Il terzo pilastro è legato al finanziamento di investimenti nella ricerca e sviluppo di soluzioni per l’energia pulita e sue applicazioni. Questo pilone prevede la creazione del “Dubai Fondo Verde”, per un valore di 100 miliardi di AED (circa 24 miliardi di EURO), che contribuirà con le sue risorse finanziarie a facilitare l’erogazione di prestiti agevolati a tasso di interesse ridotto agli investitori nel settore dell’energia pulita dell’Emirato. La DEWA garantirà la gestione della domanda nonché il valore economico del progetto.

Lo sviluppo di capacità e competenze

Il quarto caposaldo mira alla creazione e rafforzamento delle capacità e competenze delle risorse umane attraverso programmi di formazione globale nel campo dell’energia pulita, in cooperazione con organizzazioni e istituti internazionali quali l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), così come con società internazionali e altri centri di ricerca e sviluppo. Tale pilastro contribuirà alla creazione di un modello sostenibile per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell’energia pulita basato sulla specializzazione delle risorse umane in tale ambito.

La creazione di un mix di fonti energetiche ecosostenibili

Il quinto e ultimo pilastro si incentra sulla creazione entro il 2030 di un mix di fonti energetiche ecosostenibili che comprende l’energia solare per il 25%, l’energia nucleare per il 7%, il carbone pulito il 7% e il gas per il restante 61%. Entro il 2050 il mix di fonti energetiche aumenterà gradualmente l’impiego energia pulita fino al 75%, rendendo così Dubai la città con la minore emissione di gas ad effetto serra (“Carbon Footprint”) nel mondo. Questo caposaldo prevede anche l’utilizzo di tecnologie e meccanismi all’avanguardia per la generazione di energia attraverso lo smaltimento dei rifiuti, con l’obiettivo di trasformare l’80% dei rifiuti dell’Emirato in energia entro il 2030.

Per gli operatori di settore italiani potrebbe essere una buona opportunità di networking il partecipare agli eventi che si terranno dal 4 al 6 ottobre per misurare direttamente l’ampiezza e l’impatto delle politiche e iniziative di Dubai e degli Emirati Arabi Uniti a sviluppo e sostegno dell’eco sostenibilità della nazione.

Si conclude tale articolo con un piccolo vanto nazionale: L’Ambasciata Italiana degli Emirati Arabi Uniti è stata la prima ambasciata del paese ospitante a installare ed essere alimentata tramite pannelli solari.

 

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