La pandemia fa impresa?

Negli Usa l’emergenza sanitaria ha motivato sempre più persone ad avviare nuove attività imprenditoriali

I risultati di un recente sondaggio di Azlo, piattaforma bancaria per titolari di piccole imprese, liberi professioni e imprenditori, mostrano un’impennata delle nuove iniziative imprenditoriali.  

La crisi sanitaria sembra proprio aver fornito a molti lo slancio di cui avevano bisogno per avviare la loro impresa, almeno secondo la fotografia contenuta nel report “The Covid Economy”.

Il 96% dei neo imprenditori del campione coinvolto ha affermato che la pandemia ha fornito loro la motivazione di cui avevano bisogno per avviare una loro attività.

Il 50% ha dichiarato di avere più tempo per portare avanti la propria impresa durante la crisi sanitaria. Questo perché altre attività sono state sospese. Il 40% degli intervistati dell’intero campione ha detto che la pandemia ha fornito loro la motivazione giusta per fare una scelta di tipo imprenditoriale.

Il 63% vuole lavorare in proprio. Oltre la metà (58%) ha dichiarato di avere il desiderio di perseguire qualcosa per cui aveva una passione. Il 46% degli intervistati di ritenere che la propria idea imprenditoriale fosse solida. E ancora, il 32% dei nuovi proprietari di piccole imprese ha affermato di voler fare più soldi di quanto pensava di poter fare lavorando come dipendenti. Il 30% dei partecipanti al sondaggio ha detto di aver avviato un’attività secondaria per integrare il reddito da lavoro.

Il 37% dei nuovi imprenditori intervistati ha detto di ritenere che la pandemia abbia creato inoltre un’opportunità di marketing. E quasi il 40% dei fondatori di nuove imprese di avere già dipendenti o di volerne assumere nel prossimo futuro.

Quasi tutti (96%) i titolari di piccole imprese affermano di voler mantenere la propria attività anche quando la situazione economica migliorerà.

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