Realtà virtuale e aumentata: siete pronti?

L’AR aumenta le nostre possibilità di visione portando da noi dati e informazioni, mentre la VR ci porta in un mondo totalmente digitale. Quando si parla di queste due tecnologie informatiche, molto diverse ma affini, capita spesso che la mente corra ai film di fantascienza e si pensi quindi a un futuro lontano nel tempo e distante dalle nostre abitudini... Eppure ormai le cose non vanno più così. Vediamo come funzionano con qualche esempio concreto e le ultime novità. Nuovi media, soluzioni e modelli di business

Non c’è più il futuro di una volta. Un futuro
lento, progressivo, lineare e prevedibile. Oggi tutto
corre più velocemente e non esistono più differenze
tra persone nell’adozione delle tecnologie. Oggi anche
le nonne usano Skype, WhatsApp e Netflix, anzi, guai
a toccarglieli! Eppure nessuno lo avrebbe detto e tutto
è accaduto in pochi mesi. Nel frattempo, come nei film di fantascienza, le
auto sono diventate elettriche, si guidano da sole, i robot escono dalle
fabbriche dove erano solo bracci meccanici per diventare intelligenza artificiale affiancandoci segretamente in una serie di operazioni nella nostra
vita quotidiana. Tutto accade come per magia, pronti quindi per realtà
aumentata e realtà virtuale? A questo punto però tiro il freno a mano. Il
problema infatti dell’approccio narrativo che parte dal futuro, dal cinema,
dall’aspetto empatico delle tech crea sempre su manager, imprenditori e
consulenti un approccio di distanza. Come uomini di business siamo in fatti interessati al NOW delle soluzioni tecnologiche innovative, alla
loro applicazione pratica, che risolvono problemi veri generando valore economico. Siamo molto lontani, giustamente, dall’effetto WOW che piace tanto ai ragazzi. 

Partiamo quindi da un presupposto importante: la realtà aumentata
e quella virtuale sono tecnologie presenti, seppure nascoste, da anni e che portano soluzioni innovative per le imprese. La realtà aumentata addirittura è utilizzata da oltre 5 anni nell’industry 4.0, anche in Italia, ancora prima che si chiamasse
così. La realtà virtuale è poi ampiamente utilizzata in ambito formativo, soprattutto nei casi in cui la formazione è pericolosa, difficile da organizzare per siti, location, ad 
esempio, quando richiede elevata
frequenza e specializzazione e rieccoci ancora, nell’ambito industry & energy. Ma come? Quindi i software da videogame sono entrati nel settore più “hard” dell’industria da anni, migliorando processi, gestione, informazione? E come mai non se ne parla? Andiamo per ordine. Innanzitutto
AR e VR sono due cose molto diverse e confonderle è come scambiare un’auto per un aereo. 
Realtà aumentata,
dal contenuto al contesto 
La AR aumenta la nostra realtà, la
nostra visione. Quindi, attraverso un cellulare, un tablet, un paio di occhiali appositi, ho una vista “aumentata”. Bene. Ma di cosa? Semplice! Di dati. I dati che siamo abituati a vedere attraverso gli schermi sono NELLO schermo e quindi
legati a un contenuto digitale che è NELLO schermo. Ovvio. Certo. Finora. Perché la AR cambia tutto. Si passa dal contenuto al contesto. Cioè quello che vediamo nello schermo è un mix di quello che è
digitale e quello che è reale. Quindi, ad esempio, lo stesso telefono con cui facciamo delle foto riconosce già oggi oggetti e ci comunica dati, informazioni in tempo reale, mettendoci in connessione con altri utenti che vedono come noi l’oggetto e ci aiutano a interagire con esso. Caso pratico e reale: con il mio smartphone inquadro le scarpe di
un amico e le compro su Amazon (caso Snapchat con Nike, Levis, Disney). Oppure pensiamo in ambito b2b: mi trovo in fabbrica e voglio 
avere un riconoscimento degli oggetti più importanti, sensibili e delle macchine più critiche, soprattutto fare in modo che i “nuovi” assunti prendano dimestichezza
senza fare danni. Con la AR posso riconoscerli, accedere ai manuali di istruzione, contenuti video, entrare in contatto come in una videocall con un collega più esperto e intervenire in sicurezza, interagendo tra persone e oggetti in pochi minuti, senza dovere organizzare trasferte e interrompere il servizio. 
Caso concreto è quello che fanno
molte aziende come Boeing o Porsche. Tornando per un attimo in ambito consumer, Apple e Google stanno acquisendo aziende e sfornando sempre nuove soluzioni basate sulla AR. Prendiamo per brevità solo Google. Con Lens cambia il modo di fare ricerca partendo dalle immagini, quindi se vedo un fiore che mi piace o la vetrina di un ristorante, inquadrandolo con il mio smartphone accedo ai risultati di una ricerca. Nel primo caso, non 
banalmente scoprirei che si tratta
di una gardenia, non essendo un esperto di fiori la cosa è magica perché non posso cercare una cosa che non conosco. Nel secondo caso intorno all’immagine del negozio
vedrei comparire i commenti presenti online sui vari siti di recensione dei locali. Ci siamo intesi quindi. Un altro mondo digitale è qui. Lo stesso riguarda sempre Google nel caso delle mappe che non saranno più “solo” rappresentate dall’alto o in street view ma all’opposto le userete inquadrando l’angolo della strada di dove vi siete persi e da lì potrete poi orientarvi tenendo il
vostro cellulare come visore (o lente appunto) tra quello che vi circonda e frecce, distanze, indicazioni che magicamente saranno nel vostro campo visivo.
Realtà virtuale: un mondo digitale che abbatte spazio e tempo 
Se quindi la AR aumenta le mie
possibilità di visione portando da me dati e informazioni, la VR fa un’operazione opposta, ovvero ci porta in un mondo totalmente digitale. Indossando un visore di VR quindi finiamo altrove, facciamo altro, siamo addirittura persone differenti. Questa cosa, in un mondo basato sulle esperienze, è una
rivoluzione impressionante. Molte società di consulenza paragonano la VR all’invenzione del cinema, della tv, del web, dello smartphone. E in effetti è l’evoluzione di tutto questo. La narrazione e quindi il modo in cui viviamo le nostre esperienze digitali passa da essere basato
su immagini, film a finirci dentro. Non è un caso che ormai a tutti i concorsi di cinema ci sia una divisione VR, anche alla Biennale, e che ad esempio la Fondazione Prada abbia vinto un oscar per un film in VR. Scommetto che non sapevate anche questo… Come per la AR che crea nuove esperienze e nuovi linguaggi, qui addirittura siamo di fronte a un nuovo mondo digitale che abbatte spazio e tempo. E questo cosa comporta?
Ad esempio molti contenuti media verranno fruiti in VR. Lo sanno
bene Oculus (di Facebook), che sta iniziando a distribuire sulla sua piattaforma le partite dell’Nba, o Google, che fa lo stesso con il baseball (stiamo parlando dei due sport più seguiti negli Usa). Nel frattempo Youtube apre la sua piattaforma VR anche ai concorrenti come Oculus appunto. E
lato b2b oltre il media? Beh, ad esempio Walmart ha acquistato 17mila degli Oculus citati per fare training a un milione di addetti in 4mila negozi, il deal vale 4 milioni di dollari. E per cosa? Per fare training sulla gestione della clientela, per imparare a gestire una serie di situazioni, per dare sempre il migliore servizio. Sempre pensando 
al fatto di portare il proprio personale all’esperienza super realistica
di fatti e situazioni reali, pensate ad esempio a Banca Intesa che con Samsung ha creato un’esperienza di rapina in banca per preparare al meglio il proprio personale esposto a un rischio non prevedibile e non simulabile realmente, dove però è fondamentale l’effetto sorpresa, l’effetto delle reazioni istintive. Per chiudere in ambito formativo, aziende come Enel, Olivetti in Italia o Ups, VW, Kfc nel resto del 
mondo utilizzano la VR per gestire
in modo organizzato, misurato e “trakkato” la formazione delle hard skills.
Ma la VR non è solo una cosiddetta
empathy machine, va oltre l’effetto emozionale del vivere le situazioni abilitando in questa creazione di un mondo digitale nuovi scenari interattivi per tutte le industry. 
Pensate ad esempio al fatto che Audi, dopo averti permesso la solita
configurazione online della “tua” macchina, in salone ti permette di vederla, di poterci entrare. La cosa non è banale dato che in salone
le auto e le moto sono ovviamente l’1% mal contato dell’offerta iperpersonalizzata di vetture.
Pensate al mondo del real estate,
già ora operatori come Remax hanno sul sito foto in modalità 360°, che viste con un visore permettono di entrare in casa altrui senza tutta la complicazione degli appuntamenti. Ma questa è la prima fase di altre dove potete entrare in una casa che non esiste e vedere la differenza che c’è tra un appartamento e l’altro, tra un piano e un’esposizione, tra una finitura e l’altra. E magari decidere anche l’arredamento, cambiando tutto con dei semplici click, vedendo la casa finita in ogni dettaglio. Pensate al mondo dell’hospitality e del turismo, dove entreremo nelle camere d’albergo o nelle cattedrali senza muoverci da casa, prendendo decisioni molto più consapevoli perché basate su un’esperienza diretta, sebbene mediata digitalmente. Il mondo del retail si prevede venga
rivoluzionato non solo nell’aspetto dello studio, del design, del comportamento del consumatore, ma anche proprio nella modalità di gestire processi e attività b2b tra insegna e marca operando in ambienti identici a quelli reali per research, trading, discussioni. 
Nuove soluzioni e business
per le aziende 
Insomma, come accaduto per altre
tecnologie, esiste solo il limite della nostra fantasia come imprenditori e manager e il limite della sostenibilità economica e, dulcis in fundo, anche qui ci siamo. Dal 2019 usciranno una serie di dispositivi sempre più potenti ed economici, interconnessi alle piattaforme dati che le aziende già usano. Gli operatori del mercato come Apple, Facebook, Google, Microsoft spingeranno il lato b2c portandoci all’adozione di questi strumenti. Nel frattempo i software, in buona parte dei signori citati, stanno diventando più leggeri, veloci e facili da programmare, consentendo al mondo degli sviluppatori di realizzare servizi customizzati che portino concretamente le azienda a entrare in questo nuovo mondo che abbatte gli schermi avvicinando i dati, le persone, le esperienze per creare nuove soluzioni e nuovi business. 
Per saperne di più visitate il sito www.secondstarvr.com: use-case, video, ricerche sono online! 
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