Come gestire un collaboratore con disturbi di ansia

Consigli per un manager per capire il problema senza emarginare le persone

Lo stress è una componente della vita con cui tutti, prima o poi, abbiamo a che fare. Nel mondo del lavoro lo stress si può manifestare nella gestione quotidiana dei propri compiti, nel rapporto con colleghi e superiori e, inevitabilmente, nell’avanzamento di carriera. Prima o poi, in particolare a ridosso di scadenze, è assolutamente normale cadere preda di stress e ansia.

Qui parliamo però di un problema che può compromettere seriamente la qualità del lavoro. Negli Stati Uniti è stato calcolato che i disturbi legati all’ansia colpiscono 40 milioni di americani dai 18 anni in su. L’intensità di questo disturbo può variare, ma nel 28% dei casi ci troviamo di fronte a forme gravi.

Se sei un manager, come dovresti gestire una persona con problemi di ansia se fa parte del tuo team? Ecco 4 consigli:

  1. Approfondisci il problema. Se hai scoperto che una persona del tuo team soffre di disturbi di ansia prenditi del tempo per fare alcune ricerche, partendo dai sintomi evidenti. Prova a chiederti quanto sia grave il disturbo, in quali situazioni e come si manifesta. Si tratta di un esercizio utile anche per valutare i limiti delle persone del tuo team e scoprire allo stesso tempo i loro punti di forza.
  2. Supera i pregiudizi e lo stigma sociale. Se è vero che i disturbi fisici sono più evidenti e se ne parla più spesso, quelli mentali non dovrebbero causare vergogna. Occorre capire che siamo di fronte a un disturbo pscicologico che può essere invalidante, essere aperti al dialogo con chi ne soffre, senza emarginarlo, trovando insieme una soluzione per non compromettere il lavoro.
  3. Acquisisci una maggiore consapevolezza e comportati di conseguenza: se devi assegnare un compito che può generare un attacco di ansia in un collaboratore, scegli un’altra persona e individua invece insieme alla persona con questo disturbo una situazione o una mansione che possano renderla serena.
  4. Incoraggiare. Non si tratta di fare pressione sulle persone che soffrono di questi disturbi per forzarle a superare le proprie paure o blocchi, ma di valutare insieme a loro fino a che punto si possano spingere. Avere un manager attento al loro benessere può dare un incredibile supporto per acquisire maggiore consapevolezza e fiducia in se stessi. Con questo approccio propositivo e pronto ad accogliere nuove sfide il rapporto tra manager e collaboratore diventa più trasparente e improntato su fiducia reciproca.
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