Turismo: il sostegno alle aziende del settore è adeguato?

Un approfondimento sui recenti interventi economici e fiscali del governo

Nel corso dell’edizione 2020 del TTG di Rimini ho affrontato il tema degli interventi a sostegno delle imprese turistiche. Vorrei riprendere l’argomento, dato che è di stretta attualità, per sottolineare gli aspetti chiave.

Come ho avuto modo di dire a Rimini, l’impressione è che, se da un lato ci sono realtà economiche ignorate dagli aiuti, ci sia in alcuni interventi una stratificazione normativa fuorviante, incrementata dall’infodemia diffusa.

Un esempio di ciò è dato dalla proroga dei termini di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, appena rinviati a marzo 2021 dai decreti Ristori. Verificando i codici Ateco delle attività beneficiate dalla nuova proroga accordata, apparirebbe che le imprese turistiche non siano titolate a posporre il pagamento, salvo che nelle zone rosse. Si tratta invece di una ridondante sovrapposizione di misure, in quanto tutte le attività economiche soggette agli studi di settore (oggi ISA) erano già state autorizzate dal Decreto Agosto ad effettuare il versamento del secondo acconto entro il 30 aprile 2021.

Sul credito d’imposta per canoni di locazione delle strutture ricettive, la situazione è paradossale: prorogato fino al canone di dicembre compreso, ma la cessione del credito e lo sconto in fattura possono essere attualmente richiesti solo fino ai canoni di giugno, perché l’estensione dell’intervento, disposta dal Decreto Agosto, non ha ancora trovato attuazione. Sicuramente penalizzante per i soggetti che ancora onorano i contratti di locazione, se consideriamo che il tax credit può essere ceduto solo fino al 31 dicembre.

Su un altro argomento controverso, il Bonus Vacanze, ho scritto molto, anche su Econopoly Il Sole 24 Orepervenendo a conclusioni che vanno oltre l’economia. Fra le varie finalità del bonus, vi è infatti anche quella di contribuire ad accelerare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, attraverso l’utilizzo dell’app IO, dello SPID e dell’ISEE, un censimento premiale più caratteristico della leading generation, o peggio della promo-economy privata, che del comparto pubblico.

Nonostante la sua complessità, il Bonus Vacanze rappresenta comunque uno stanziamento importante (2,4 miliardi di euro), purtroppo in scadenza al 31 dicembre per la sua richiesta, anche se il Decreto Ristori ne ha esteso la fruizione fino al 30 giugno 2021.

Oltre 161mila richieste il 1° luglio, primo giorno di avvio del bonus, contro poco più di mille il 16 novembre. Il trend (vedi figura) è anche effetto del “turismo di prossimità” attuale, i cui pochi viaggiatori sono italiani, da qui la forte stagionalizzazione delle richieste.

Al momento della stesura di questo articolo, le richieste totali di bonus vacanze sono state quasi 1,7 milioni. Dai dati presenti sul portale app IO si può stimare un utilizzo dei bonus per soli 327 milioni di euro, meno del 14% della dotazione totale, stabilita dal decreto rilancio in 2,4 miliardi (fonte: sito web app IO).

Ma non dobbiamo preoccuparci troppo per l’imminente scomparsa del Bonus Vacanze: esso ritornerà in forma di “misure di sostegno a lavoratori e imprese del settore turismo” e “ogni intervento sarà discusso e concordato con le organizzazioni del settore turismo” (comunicato stampa MIBACT del 18/10/2020).

Un altro esempio di aiuti “migliorabili” riguarda il progetto Lazio Regione Vicina, dal budget di 20 milioni di euro per misure a fondo perduto rivolte ad alberghi, agenzie di viaggio, tour operator e strutture extralberghiere. Il progetto è stato rifinanziato ad agosto con ulteriori 10 milioni, ed ha rappresentato in qualche modo una resa alle strutture ricettive non in regola alla data del primo bando di maggio, consentendo loro di accedere ai fondi anche se la registrazione del codice identificativo regionale e al sistema statistico dei dati sul movimento turistico del Lazio non era stata fatta nei termini della delibera regionale di maggio, che li escludeva.

Sul Superbonus 110%, una delle misure più interessanti, è in corso la polemica per il mancato rinnovo attraverso la legge di bilancio 2021, non ancora presentata ufficialmente alle Camere. Durante il Question time del 12 novembre al Senato è stata presentata un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli. Fra le varie richieste, l’allargamento della platea dei beneficiari anche alle strutture ricettive ed alberghiere.

Nella legge di bilancio (art. 15 della bozza del 16/11) sembrerebbero interessanti i contratti di sviluppo turistici, ma sono tutti da esplorare. Qualche speranza per il turismo per il Giubileo Universale della Chiesa Cattolica previsto per l’anno 2025, ma appare lontano.

La guerra eterna della cedolare secca nel frattempo continua, con la mancata estensione della agevolazione alle locazioni commerciali con persona fisica locatore e società/ditta/ente conduttore.

Fra gli altri interventi, segnaliamo finalmente la recente attuazione sia del bonus ristorazione “made in Italy”, che del bonus “centri storici”.

La scarsità dei fondi disponibili alle istituzioni (nemmeno 8 miliardi in totale per i due decreti Ristori) per compensare il Turismo e le altre attività economiche dalle perdite conseguenti alla pandemia, è, purtroppo, un elemento comune a tutti i paesi. Si ritiene quindi che nonostante gli scostamenti di bilancio autorizzati al Governo italiano, in assenza dei fondi del Recovery Fund, gli interventi effettivamente realizzabili saranno inadeguati alle necessità delle imprese.



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