Colloqui di lavoro: vietato sparire?

Interrompere bruscamente i contatti dopo una fase di selezione, senza fornire nessun feedback, è frustrante e per molti inaccettabile

Un post su Twitter della giornalista Alex Piscatelli che spiegava in dettaglio come dopo un apparentemente fantastico colloquio finale di lavoro l’azienda per cui si era candidata, una nota società di comunicazione, fosse sparita, aveva attirato qualche settimana fa migliaia di risposte. A partire da quel tweet, molti hanno condiviso le proprie esperienze di “ghosting”.

Secondo un sondaggio di CareerBuilder, il 60% dei candidati ha dichiarato di non aver mai ricevuto risposta da un datore di lavoro al termine di un colloquio di selezione.
L’indagine ha inoltre rilevato che il 42% dei lavoratori non avrebbe mai più cercato un impiego presso un’azienda in caso di insoddisfazione per il modo in cui fosse stato gestito il processo di selezione e un altro 22% ha dichiarato che avrebbe detto agli altri di non lavorare per quella realtà.

Secondo quanto riportato dal sito di recensioni dei luoghi di lavoro Glassdoor, il ghosting è un elemento in grado di danneggiare la reputazione aziendale.

Ma non sono solo i datori di lavoro a sparire, sempre CareerBuilder rivela che questo atteggiamento è sempre più diffuso anche tra i candidati più giovani, che non si fanno troppi scrupoli a scegliere un’azienda più adatta a loro senza dare preavvisi o motivare un allontanamento repentino da chi ha offerto loro un’opportunità professionale. In questa fase critica per il mercato del lavoro questi comportamenti potrebbero diventare sempre più diffusi. Come invertire il trend?


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