Dalle assemblee la spinta verso il cambiamento

NEI PROSSIMI DUE MESI, INSIEME AI COMPONENTI DELLA GIUNTA FEDERALE, attraverserò l’Italia per partecipare alle assemblee territoriali delle nostre tredici associazioni. Incontrerò gli associati, chiamati a rinnovare i consigli direttivi che poi andranno a comporre la nuova Assemblea di Manageritalia. A giugno, poi, verrà eletta la squadra che dovrà prendersi in carico la governance e i destini della nostra Federazione. Abbiamo attraversato anni di turbolenze che hanno messo a dura prova la sostenibilità economico-sociale del nostro Paese. Non possiamo dire di esserne usciti, ma alcuni dati positivi sui dirigenti rientrati nel nostro contratto ci fanno ben sperare.
Parlando dei soli dirigenti in attività del nostro settore, in Italia ad oggi, sono 22.032 (+1,4% nell’ultimo anno). Negli ultimi due anni abbiamo quasi del tutto recuperato il lieve calo dovuto agli anni della crisi. Ma questi numeri non sono, purtroppo per il Paese, un indice assoluto di ripresa.
Ancora oggi le prospettive sono circondate da incertezza e non sono rassicuranti, non solo per lo scenario interno ma anche per quello europeo e internazionale.
Il cambiamento va pensato, espresso con idee, saperi e progetti, sviluppando la più ampia condivisione e partecipazione della collettività in modo da renderlo vitale, efficace e, non da ultimo, sostenibile nel tempo. Per questo serve una guida che costruisca una visione su un lungo periodo, soprattutto sui grandi temi sociali ed economici.
Anche Manageritalia poteva, e potrebbe, uscirne con le “ossa rotte” se non si continuasse a innovare il nostro modello di rappresentanza.
La capacità di analisi del contesto, che rappresenta uno dei nostri tratti distintivi, ci ha consentito per tempo di comprendere che occorreva ripensare alle dimensioni e agli scopi associativi per evolvere la nostra visione verso una rappresentanza più evoluta e moderna. Con il Congresso del 2011 ci siamo dotati degli strumenti per guardare oltre le emergenze contingenti e abbiamo “alzato lo sguardo” verso l’orizzonte.
Abbiamo sperimentato modalità innovative per allargare la partecipazione e la condivisione. Siamo riusciti a riflettere sulla necessità di coniugare, non solo in una logica rivendicativa, la difesa dei nostri pur legittimi interessi con quelli più ampi della collettività e con l’ambizione di metterci al servizio del Paese come interlocutori di impatto e rilevanza.
I tre temi congressuali – Rappresentanza e politica, Lavoro e welfare, Sostenibilità e crescita – hanno rappresentato le tre macro direttrici che hanno orientato tutta la nostra azione associativa di questi quattro anni. Non è mia intenzione elencarvi le cose fatte dalla Federazione in questo quadriennio, ma per uscire da un posizionamento per lo più fondato da logiche rivendicative, in questi ultimi anni abbiamo lavorato intensamente per ampliare tutte le dimensioni dell’attività associativa.
È nel loro solco che è stato costruito un Piano operativo nazionale coniugato e realizzato anche a livello territoriale, che ha impegnato, anche qui, oltre mille colleghi e che ha portato poi al Congresso 2015. Un Congresso che ci lascia in eredità le linee guida e le priorità di 10 aree di lavoro sulle quali continueremo a costruire il futuro di Manageritalia.

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