Draghi: Cida, manager pronti al richiamo alla responsabilità

Il presidente Cida Mario Mantovani interviene sul programma per l’Italia presentato oggi dal Premier Mario Draghi

I manager apprezzano e condividono il programma di governo annunciato oggi dal premier Mario Draghi, certi di poter dare un contributo concreto in termini di progettualità e di capacità esecutiva: lo ha detto Mario Mantovani, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità, commentando l’intervento del Presidente del Consiglio al Senato.

“Accogliamo pienamente il richiamo di Draghi alla responsabilità nazionale, all’unità intesa come non facoltativa, ma come un dovere. Un senso dello Stato, un concetto di cittadinanza – ha aggiunto Mantovani – che i manager sentono come propri, come un valore che è parte integrante dei loro compiti, del loro impegno quotidiano. E che abbiamo esternato in occasione della ‘Maratona dei manager 2020’, una risposta al lockdown per testimoniare all’opinione pubblica che l’emergenza pandemica e la derivante crisi economica, andavano affrontate con le necessarie conoscenze e competenze. Un appello, purtroppo, che è rimasto poco o nulla ascoltato dalla politica.

“Adesso, proprio sulla base del riconoscimento del merito e della competenza, cui il Governo guidato da Mario Draghi restituisce il giusto valore, Cida confida in un concreto segnale di apertura, per un confronto diretto e a tutto campo con l’Esecutivo. Le parole di Draghi, insomma, devono rappresentare un voltar pagina, un salto di qualità verso un nuovo modello di concertazione che superi schemi un po’ datati e consenta di esprimere capacità e saperi ‘certificati’.

“Come manager impegnati nelle fabbriche, nella pubblica amministrazione, negli ospedali, nelle scuole, nei servizi, nella ricerca, nel terzo settore, nell’agricoltura, siamo consapevoli di quanto in profondità la pandemia abbia colpito il tessuto produttivo del Paese, con drastiche riduzioni di reddito, crescita della disoccupazione e aumento di povertà e precarietà. Ecco perché abbiamo da subito sostenuto che il Next Generation Eu dovesse essere utilizzato anche per sostenere l’economia piegata dalla pandemia, oltre che come un potente volano per costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Ed ecco perché abbiamo subito denunciato la polverizzazione dei progetti del Pnrr e l’assenza di una vera governance. Le parole di Draghi, che mettono al centro il ministero dell’Economia, ci rassicurano. Tuttavia, chiediamo anche di aprire ad un confronto continuo con le parti sociali per contribuire ad indicare le migliori soluzioni per l’uso delle risorse disponibili.

“È il caso degli aiuti alle imprese: occorre operare con equità, valutando allo stesso modo le attività senza differenziazioni sulla base di dimensioni, tipologia o comparto. Nello stesso modo vanno tutelati tutti i lavoratori, ben sapendo che il Covid-19 ha spinto ai margini del mercato soprattutto gli autonomi, i giovani e le donne. E bisogna gettare subito le basi per una nuova crescita economica e per essere in grado di agganciare i primi segnali di ripresa. In questo senso – ha sottolineato il presidente di Cida – apprezziamo il richiamo al turismo, all’ambiente, alle città d’arte, settori dove la tutela e la valorizzazione del patrimonio vanno necessariamente gestiti a livello manageriale.

“Così come diamo grande valore al passaggio del discorso programmatico del premier in cui si affrontano i problemi della sanità, con l’accento posto sulla necessità di ridisegnare la sanità territoriale per rendere realmente esigibili e prossimi ai cittadini, i ‘livelli essenziali di assistenza’, affidando agli ospedali le patologie più gravi. Temi, questi, che i nostri dirigenti medici pongono da tempo sui tavoli di confronto con gli enti locali e centrali.

“Infine, ma non certo per importanza, condividiamo la centralità della scuola, come fucina di conoscenza e di saper fare per le nuove generazioni. Cida sostiene da sempre la necessità di dialogo e di osmosi fra il mondo della scuola e quello del lavoro, nella consapevolezza che la futura classe dirigente debba avere entrambe le competenze, inevitabilmente penalizzate da un sistema a compartimenti stagni. Il richiamo fatto da Draghi agli Istituti tecnici rientra in questa concezione della scuola. E anche nel legame fra scuola e lavoro i manager hanno un ruolo attraverso quella ‘formazione continua’ che deve accompagnare lo sviluppo dell’individuo”, ha concluso Mantovani.

Foto in alto: Palazzo del Quirinale 13/02/2021 – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Mario Draghi con il nuovo Governo, al termine del giuramento. Fonte: Quirinale.it 

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