Lavoro: Cida, sugli ammortizzatori sociali serve vero confronto nel merito

Una riforma per garantire omogeneità di trattamento, mettere ordine fra l’eterogeneità di strumenti e oneri diversi a seconda della tipologia di imprese, dei settori e delle dimensioni e per risolvere il paradosso che esclude i dirigenti da questa forma solidaristica

La riforma strutturale degli ammortizzatori sociali deve garantire omogeneità di trattamento, mettere ordine fra l’eterogeneità di strumenti e oneri diversi a seconda della tipologia di imprese, dei settori e delle dimensioni e deve risolvere il paradosso che esclude i dirigenti da questa forma solidaristica pur essi versando la relativa contribuzione all’Inps. Questo è il tema che Cida pone al tavolo con il governo, attraverso proposte concrete per il confronto tecnico di merito che, presumibilmente, ci sarà in autunno. Lo ha detto Mario Mantovani, il presidente della confederazione che rappresenta dirigenti pubblici e privati e le alte professionalità.

“Il ministro del Lavoro ha voluto anticipare alcuni incontri con le parti sociali sulla riforma degli ammortizzatori sociali – ha sottolineato il presidente di Cida – ma siamo chiaramente in presenza di un documento limitato alle linee guida, indicative di un percorso ma senza entrare nel merito della riforma annunciata, né fornendone i relativi costi. Un modo, forse, per incassare un primo sì generico, ma certamente insufficiente a rappresentare un vero tavolo di confronto fra il governo e le parti sociali più rappresentative. Fra l’altro il rischio che così si corre è che il nodo degli oneri, parte integrante della riforma, finisca nel calderone della legge di bilancio di fine anno, costringendo le forze sociali ad un tour de force, piuttosto che a confronto a tutto tondo sugli ammortizzatori sociali”.

“È il caso allora di mettere dei ‘paletti’ che riguardano le categorie professionali rappresentate da Cida. Anche i dirigenti, infatti, sono stati colpiti da riduzioni di personale o da procedure di licenziamento, causate dal Covid-19. Chiediamo quindi l’introduzione, in via sperimentale, di uno strumento di sostegno ad hoc con cui affrontare l’impatto economico di questa emergenza e a salvaguardia della occupazione manageriale: un fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dirigente delle aziende del settore privato. E, nell’ambito del servizio di assistenza alla ricollocazione per i soggetti disoccupati, andrebbe poi istituito un elenco nazionale di dirigenti in servizio e in quiescenza disposti a svolgere una attività di formazione e tutoraggio”.

“I dirigenti sono, a tutti gli effetti, una categoria di lavoratori che necessita di un sistema di ammortizzatori sociali specifico, anche modulato con scaglioni di reddito, o aspira a poter utilizzare maggiormente il contratto di espansione, o chiede che venga introdotto un Fondo di salvaguardia specifico o, ancora, prevedere una percentuale fissa senza massimali, considerata l’elevata contribuzione già versata.

“Cida conosce i problemi della categoria e ha proposte concrete per risolverli se c’è la volontà politica di attuare una riforma degli ammortizzatori sociali che riguardi veramente tutte le imprese e tutti i lavoratori” ha concluso Mantovani.

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