Quale destino per 10 Corso Como?

È il concept store più famoso di Milano. Eppure – secondo le indiscrezioni – rischia la chiusura. Parliamo di 10 Corso Como, lo spazio ideato da Carla Sozzani agli inizi degli anni 90. Il palazzo in cui ha sede è stato messo in vendita dai proprietari dell’immobile, che hanno ottenuto lo sfratto della società che gestisce il multibrand. Le trattative sono (ovviamente) riservate ma si parla di una cifra superiore ai 20 milioni di euro per circa 3.000 metri quadrati. Nel caso in cui la vendita andasse a buon fine, non solo il negozio ma anche le altre attività (il ristorante, la libreria, il boutique hotel) sarebbe costrette a trasferirsi. 

Di fatto, a prescindere dalla questione specifica, Dieci srl (la società che controlla 10 Corso Como) non naviga in buone acque. Negli ultimi 3 anni il bilancio è stato chiuso in perdita, appesantito da un debito consistente. Colpa anche di un contenzioso con Equitalia, che, nel settembre 2015, aveva rivendicato il pagamento di 5 milioni di tasse non saldate e divenute, poi, oggetto di un piano di rientro. 

Ma, al di là del problema con l’erario, da cosa deriva la situazione di difficoltà di 10 Corso Como? 

I motivi sono almeno tre:

  1. l’incremento della concorrenza. Oggi lo store si pone in uno scenario fortemente competitivo, che vede da una parte i negozi monobrand (che, negli ultimi anni, sono diventati più caldi, esperienziali) e dall’altra parte gli altri concept store (offline e online);
  2. l’effetto museo. 10 Corso Como è un luogo piacevole e, per questo, viene visitato da migliaia di persone. Molte di queste, tuttavia, si limitano – appunto – a guardare o, al massimo, si concedono un cappuccino alla caffetteria o l’acquisto di una rivista al bookstore. Insomma, l’impressione è che il tasso di conversione sia piuttosto basso;
  3. meno nicchia, più mainstream. Se 8-10 anni fa 10 Corso Como anticipava – e in qualche modo dettava – le mode, oggi i luoghi in cui “things happen” sembrano essere altri. Spazi magari più piccoli, spesso più defilati ma – forse proprio per questo – capaci di intercettare i segnali deboli. Sorge il dubbio che “10 Corso Como” sia invecchiato. Splendidamente invecchiato ma pur sempre invecchiato.
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