Fondo Mario Negri: la previdenza complementare dei dirigenti del terziario

Conoscere le caratteristiche di questo istituto del Ccnl è importante per gestire attivamente la propria previdenza. Tanti gli strumenti che Manageritalia offre per informarsi e avere consulenze puntuali. Anche webinar online in diretta

Conoscere la previdenza integrativa contrattuale dei dirigenti del terziario: prestazioni, welfare, Tfr e molto altro. Questo l’obiettivo dell’apposito webinar “Fondo Mario Negri – Previdenza a tutto tondo” di martedì 5 aprile alle 18 sui canali social Manageritalia (YouTube, Facebook e LinkedIn).

Informazioni e consulenze sono poi sempre possibili attraverso il portale Manageritalia, anche con il servizio AskMit presente in area riservata o rivolgendosi direttamente all’Associazione territoriale di riferimento a cui si è iscritti.

Il Fondo Mario Negri

Il Fondo di previdenza integrativa contrattuale Mario Negri è il secondo pilastro previdenziale che per i dirigenti del terziario si affianca alla previdenza obbligatoria Inps con l’erogazione, al raggiungimento di determinate condizioni, di:
• pensione di vecchiaia;
• pensione di invalidità;
• pensione indiretta;
• pensione di reversibilità.

Gli iscritti al Fondo possono anche disporre, come previsto dalla disciplina entrata in vigore nel 2007 per favorire la previdenza complementare, il conferimento al Fondo stesso del trattamento di fine rapporto, con notevoli vantaggi fiscali.

Il Fondo prevede anche per gli iscritti l’erogazione di mutui e di borse di studio per i figli.

Le caratteristiche del Fondo Mario Negri

Rendita

Il Fondo Mario Negri, al raggiungimento dei requisiti del pensionamento pubblico Inps, può erogare una rendita integrativa a quella pubblica, reversibile agli aventi diritto, soggetta a una tassazione particolarmente agevolata pari al 15%, che può ridursi fino al 9%, con 35 anni di iscrizione alla previdenza complementare. Si tratta di una tassazione fissa e pertanto le prestazioni della previdenza complementare non si cumulano, ai fini l’Irpef, con gli altri redditi del titolare (pensione pubblica ed eventuali altre entrate).

Anche in fase di versamento dei contributi è prevista una particolare agevolazione fiscale, poiché l’intero contributo (quota a carico del dirigente e quota a carico del datore di lavoro) è deducibile dal reddito e non è soggetto al massimale annuo di deducibilità di 5.164,57 euro previsto per la generalità dei fondi di previdenza complementare. I rendimenti sono soggetti a un’imposta annua del 20%.

Liquidazione della posizione

In alternativa alla rendita pensionistica, una volta cessata l’attività lavorativa è possibile liquidare la prestazione pensionistica in forma di capitale, oppure è possibile anticipare il momento del pensionamento di vecchiaia di 5/10 anni, facendo ricorso alla Rita, la rendita integrativa temporanea anticipata, anch’essa soggetta alla tassazione del 15/9%.

La posizione accantonata può essere utilizzata anche nel corso dell’attività lavorativa, in quanto tramite la richiesta di anticipazioni è possibile fare fronte a esigenze di liquidità per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa, per motivi di salute che riguardano l’iscritto o i suoi familiari e per altre motivazioni che non è necessario giustificare. Anche le anticipazioni sono soggette a una tassazione fissa, pari al 23/15%.

È anche possibile riscattare la propria posizione, decorso un anno dalla data di cessazione dell’attività lavorativa. In tal caso, il riscatto è assoggettato alla tassazione fissa del 23%.

Naturalmente, l’esercizio delle opzioni per la liquidazione in forma capitale o per la Rita fa venire meno la possibilità di integrare la pensione pubblica per aumentare il tasso di sostituzione, ma fornisce risposte a esigenze di diversa natura che il dirigente potrebbe avere nel corso della sua vita lavorativa.

La molteplicità di prestazioni gestite dalle forme di previdenza complementare permette quindi un utilizzo più flessibile ed efficace di tale strumento rispetto alla previdenza pubblica.

Un altro aspetto da valutare sono i rendimenti. Secondo le elaborazioni effettuate da Manageritalia su dati Istat nel periodo 2010-2020:
1) il tasso medio annuo di rivalutazione dei montanti della previdenza obbligatoria risulta pari a 1%;
2) il tasso medio netto annuo di rivalutazione del Tfr risulta pari a 1,9%;
3) il tasso medio netto annuo di rendimento del Fondo Mario Negri risulta pari a 3,3%.

Il conferimento del Tfr al Fondo Mario Negri non è obbligatorio ma fortemente raccomandato, se si vuole realizzare quell’opera di costruzione del risparmio previdenziale a cui accennavamo in presenza.

I vantaggi della previdenza complementare Fondo Mario Negri

Riepiloghiamo i vantaggi della previdenza complementare e, in particolare, del Fondo Mario Negri:
• flessibilità delle prestazioni nell’ambito della normativa che disciplina la previdenza complementare;
• deducibilità totale dei contributi;
• tassazione agevolata delle prestazioni;
• rendimenti più elevati della previdenza pubblica e del Tfr mantenuto in azienda, ma soggetti alla tassazione del 20%, mentre il rendimento del Tfr in azienda è tassato al 17%.

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