Pensioni bla bla… qualcosa si muove

È ancora tanta la confusione sulla riforma pensioni che il Governo Renzi vorrebbe mettere in cantiere. Ogni giorno è un susseguirsi di dichiarazioni sulla delicatissima materia da parte di tecnici e politici.

Continuiamo a non capire la necessità di teorizzare ulteriori sacrifici ai pensionati, aumentando così la sensazione di incertezza e, magari, innescando una nuova contrazione dei consumi che rischia di rallentare ulteriormente una ripresa che stenta a partire.

Da una parte, abbiamo il professor Tito Boeri, neopresidente dell’Inps (leggi qui), che continua a confermare che entro giugno presenterà una “proposta organica” di riforma del sistema previdenziale con nuovi tagli alle pensioni d’oro in cui si ricalcolano con il metodo contributivo tutte le prestazioni previdenziali liquidate nei decenni passati e superiori a 2mila euro lordi mensili.

Per fortuna, però, lo stesso Boeri afferma “non saremo noi a fare la riforma delle pensioni, ma il nostro compito è quello di presentare proposte”.

Dall’altra parte sono sempre più numerose e di peso le affermazioni contrarie a una nuova revisione delle pensioni. Yoram Gutgeld, consigliere economico di Palazzo Chigi e neocommissario per la revisione e la riduzione della spesa pubblica esclude ancora una volta che tra i settori di intervento ci sarà quello delle pensioni: “le pensioni alte sono già in qualche modo tassate. La decisione politica è stata di non toccarle, in quanto sulle pensioni alte c’è già un intervento di equità. Andare più in giù, significherebbe entrare sui livelli di pensioni medie, tipo da 90.000 euro, e si è già deciso politicamente di non farlo”.


Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, criticando la legge Fornero, dichiara che non ci sarà alcun intervento sugli assegni in essere, anche perché oltre un determinato importo “già subiscono un contributo di solidarietà”. La proposta di Boeri, secondo il Ministro del Lavoro, è “tecnicamente molto complessa” e rischia di “confondere i cittadini e suscitare preoccupazioni infondate”.

A smentire categoricamente interventi sulle pensioni nella prossima manovra economica è anche il vice ministro del Mef, Enrico Morando, “Il Governo non ha in programma alcun intervento sulla pensione.

Né il Def, né la Legge di Stabilità 2016 conterranno misure relative a una riforma del trattamento previdenziale”.

Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che ha contestato le proposte del presidente Inps sul ricalcolo delle pensioni (leggi qui), ha già fatto ripartire a Montecitorio l’esame di più disegni di legge che puntano a introdurre nuovi meccanismi di flessibilità in uscita. Tra questi ci sono: un ddl che prevede l’uscita dal lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi e l’8% di penalità sulla pensione; un secondo ddl che prevede il prepensionamento a Quota 100, sommando età anagrafica e contributiva, senza penalizzazioni; una terza proposta che prevede il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.


Intanto, sono numerosissime, le email e i post dei nostri associati che riprendono e rispondono alla lettera che Guido Carella, presidente Manageritalia, ha inviato nei giorni scorsi ai pensionati.


Anche se Boeri continua a ricevere consensi nei talk show populisti, dunque, le voci contrarie sono sempre più autorevoli e determinate… qualcosa si muove! Noi non arretriamo e continuiamo a far sentire la nostra voce e le nostre ragioni anche per il tramite di questo sito, che in questo periodo ha ricevuto un considerevole picco di visite.

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